
Arte partecipativa a Pieve Emanuele
Decorazione partecipata dei corridoi scolastici, nata dal coinvolgimento diretto di bambini e insegnanti attraverso laboratorio teatrale, disegno e co-progettazione. Tema centrale: il viaggio.

Collettivo di arte partecipativa dal 1998
Mettiamo in dialogo persone, luoghi e comunità attraverso teatro, muralismo partecipativo e co-design. Lavoriamo con scuole, enti pubblici, associazioni e territori per costruire processi culturali che lasciano un segno.

Chi siamo
Arte e Partecipazione è un collettivo artistico e culturale che promuove processi capaci di mettere in relazione persone, luoghi e comunità. Crediamo che l'arte non sia soltanto un prodotto estetico, ma uno strumento di trasformazione sociale, educativa e territoriale.
Lavoriamo con teatro, pittura, muralismo partecipativo e co-design comunitario per attivare ascolto, appartenenza, memoria collettiva e rigenerazione degli spazi.
Enrico Cioffi Russo è artista, attore ed educatore con oltre 25 anni di esperienza maturata tra Italia, Africa e Sud America. Autore di più di 100 progetti artistici tra murales, spettacoli teatrali e laboratori, ha intrecciato fin dall'inizio arte visiva, teatro e impegno sociale, lavorando in contesti educativi, comunitari e interculturali. Nel 1998 ha fondato il collettivo Teatro de Tierra ed è ideatore della metodologia PAC – Partecipazione Artistica Comunitaria.
Come lavoriamo
La Partecipazione Artistica Comunitaria è un percorso strutturato e progressivo che accompagna una comunità dall'esperienza corporea e relazionale fino alla realizzazione visiva condivisa — un murales, una decorazione artistica, un bene culturale e ricreativo, un libro o un gioco. Ogni fase costruisce la successiva, mettendo al centro le persone, le loro storie e i legami che si formano lungo il cammino.
Video intervista
Una conversazione sull'arte come ascolto, relazione e trasformazione.
La Partecipazione Artistica Comunitaria non è una tecnica da applicare dall'esterno, ma un processo di ascolto, relazione e costruzione condivisa. In questa intervista, in lingua spagnola, viene raccontata l'origine e il significato del metodo partecipativo: dal lavoro corporeo e teatrale alla pittura collettiva, dalla co-progettazione alla trasformazione concreta degli spazi attraverso il cantiere aperto.
L'intervista è in lingua spagnola. Per visualizzare i sottotitoli in italiano, avvia il video, seleziona l'icona dell'ingranaggio ⚙, poi «Sottotitoli» → «Traduzione automatica» → «Italiano».
Quattro pratiche interconnesse che, insieme, definiscono il metodo. Dal corpo alla mano, dalla comunità alla realizzazione condivisa.
Punto di partenza: linguaggio corporeo e relazionale ispirato al Teatro dell'Oppresso di Augusto Boal.
Le immagini corporee vengono trasformate in linguaggio plastico su grandi teli, con tecniche guidate.
Il professionista sintetizza i materiali in un disegno unitario, verificato e condiviso con i partecipanti.
La realizzazione concreta delle decorazioni, con alunni e adulti che lavorano fianco a fianco.
Una progressione pensata per accompagnare la comunità dall'ascolto iniziale fino alla restituzione pubblica del lavoro.
Incontri introduttivi per presentare il progetto, raccogliere adesioni e definire collettivamente il tema di lavoro.
Laboratori di esplorazione corporea per condividere esperienze personali e far emergere narrazioni collettive.
Le scene del laboratorio teatrale si traducono in bozzetti artistici, dando forma a un linguaggio visivo condiviso.
Sintesi progettuale con strumenti digitali open source per finalizzare l'opera insieme alla comunità.
La realizzazione collettiva dell'opera coinvolge famiglie, scuole e abitanti nel trasformare lo spazio pubblico.
Restituzione pubblica del percorso e dell'opera, documentata con materiali audiovisivi e testimonianze.
I nostri progetti
Un ampio spettro di percorsi realizzati tra scuole, quartieri, ospedali, università e comunità andine. Ogni progetto è il risultato di un dialogo lungo, fatto di ascolto, errori condivisi e immagini che restano nello spazio pubblico.
Progetto in evidenza · Arte comunitaria
Arica · Quartiere Maipú Oriente (Población Maipú Oriente) · 2024
Il cactus: arte comunitaria, fragilità e speranza
Un percorso di arte comunitaria realizzato con giovani, volontari, istituzioni e abitanti del Quartiere Maipú Oriente ad Arica. Attraverso fotografie, libri, memorie del territorio e lavoro condiviso, il gruppo ha costruito un disegno collettivo capace di raccontare e valorizzare la memoria e la cultura del villaggio Aymara di Capiquina. Il cactus, segnato dalle spine ma capace di fiorire e dare frutto, diventa il simbolo del progetto: un'immagine di resilienza e speranza per giovani che attraversano condizioni di difficoltà, ma che possono ritrovare bellezza, dignità e nuove prospettive.
Video in lingua spagnola. Per attivare i sottotitoli in italiano, seleziona l'icona dell'ingranaggio ⚙ nel player, poi «Sottotitoli» → «Traduzione automatica» → «Italiano».
Dal laboratorio al metodo
Il laboratorio di muralismo partecipativo di Capiquina mette in pratica i principi della Partecipazione Artistica Comunitaria: ascolto delle storie locali, ricerca condivisa, coinvolgimento di giovani e abitanti, costruzione collettiva dell'immaginario e realizzazione dell'opera nello spazio comune.
Riprese e materiali realizzati durante il laboratorio · Arica, 2024

Decorazione partecipata dei corridoi scolastici, nata dal coinvolgimento diretto di bambini e insegnanti attraverso laboratorio teatrale, disegno e co-progettazione. Tema centrale: il viaggio.

Percorso partecipativo dedicato ai temi della libertà, dell'uguaglianza e della giustizia, con laboratorio teatrale, disegno collettivo e cantiere aperto al quartiere.

Un progetto di connessione tra scuola, territorio, famiglie e comunità, centrato sul dialogo educativo e sulla partecipazione attiva.

Progetto editoriale e culturale dedicato ai racconti aymara per l'infanzia, in versione bilingue spagnolo/aymara.

Progetto didattico e culturale dedicato al patrimonio identitario e territoriale della cultura aymara.

Sei murales nati dai racconti orali di bambini, giovani e anziani dell'altipiano aymara. La PAC come dispositivo di salvaguardia del patrimonio immateriale.

Un murales di accoglienza co-progettato con personale sanitario e pazienti. La nascita e la maternità raccontate secondo la cultura aymara.

I sogni dei bambini di Arica raccolti in laboratori aperti e restituiti sulle pareti della scuola. Un archivio visivo delle loro aspirazioni.

Le facciate frontali del liceo trasformate in manifesto visivo delle aspirazioni collettive. Finanziato da Fondart.

Un mosaico monumentale di 1,7 × 40 metri che rilegge la figura di Lautaro come icona di identità politica contemporanea.

Un murale didattico partecipativo dedicato al ciclo dell'acqua: arte pubblica ed educazione ambientale per bambini, famiglie e abitanti di Cuya.

Il metodo PAC applicato al cortile scolastico: percorsi, forme e colori disegnati insieme ai bambini.

Un murales in tecnica mista di 2 × 7 metri che rilegge la leggenda del picaflor con gli abitanti del quartiere.

Un grande murale collettivo nato con le donne colpite dalla contaminazione da rifiuti tossici: memoria, denuncia e diritto alla verità.

La memoria del fiume raccolta dagli anziani diventa murales, pannelli e un'identità visiva che trasforma la pista ciclabile in un grande fiume colorato.
Benefici e impatti
I nostri percorsi producono effetti visibili e meno visibili. Restano opere nello spazio pubblico, ma soprattutto nuove relazioni, competenze e senso di appartenenza che continuano a vivere nelle comunità.
Rafforziamo le relazioni di vicinato, dentro e fuori la scuola, creando spazi in cui generazioni diverse si incontrano.
Empatia, ascolto attivo, collaborazione e capacità di lavorare insieme intorno a un obiettivo condiviso.
Apriamo percorsi che danno parola e protagonismo a persone e gruppi spesso ai margini della vita pubblica.
Lo spazio pubblico viene riabitato dalla comunità che lo ha pensato e dipinto, riducendo abbandono e vandalismo.
Le storie del territorio diventano materia viva del progetto e restano visibili attraverso le opere realizzate.
Costruiamo un patto educativo diffuso, in cui la responsabilità della crescita è condivisa con la comunità.
Perché lavorare con noi
Ci rivolgiamo a comuni, scuole, fondazioni, associazioni e realtà culturali interessate a costruire percorsi artistici che producano risultati concreti — sociali, educativi e urbanistici.
Proponici un progettoOltre 25 anni di pratica artistica e sociale tra Italia, Africa e Sud America, con più di 100 progetti realizzati.
Il metodo PAC – Partecipazione Artistica Comunitaria intreccia teatro, muralismo e co-design in un percorso replicabile e misurabile.
Ogni progetto è co-progettato con la committenza e con la comunità: ascoltiamo prima, restiamo il tempo necessario, lasciamo che il lavoro continui.
Spazi rigenerati, relazioni nuove, riduzione del vandalismo, rafforzamento del rapporto scuola–territorio.
Contatti
Hai un progetto, un'idea, una scuola, un quartiere, un'associazione? Raccontaci di cosa hai bisogno: leggiamo ogni messaggio e rispondiamo personalmente.