Fase 02 · Come lavoriamo
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Teatro Dinamico

Il Teatro Dinamico è il cuore metodologico del nostro percorso: la fase in cui il corpo diventa il primo strumento di conoscenza. Ispirato al Teatro dell'Oppresso di Augusto Boal, trasforma spettatori in co-attori, comunità in laboratorio, quotidianità in materia scenica. Attraverso esercizi guidati, gesti e giochi teatrali, le persone smontano gli automatismi con cui abitano il mondo e si aprono a nuove immagini di sé, degli altri, del proprio contesto.

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L'eredità di Augusto Boal

Augusto Boal, drammaturgo brasiliano, fondò il Teatro dell'Oppresso negli anni Settanta con un'intuizione radicale: lo spettacolo non è qualcosa che si osserva, è qualcosa che si fa. Chiunque possiede un corpo, chiunque può giocare — e quindi chiunque può trasformare la propria realtà. Il Teatro Dinamico riprende questa eredità e la traduce in un dispositivo di ascolto adatto alla scuola, al quartiere, al territorio.

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Rompere gli stereotipi

Molte delle immagini con cui viviamo sono automatiche: 'i giovani sono così', 'il quartiere è così', 'gli altri sono così'. Il teatro ci permette di fermare queste rappresentazioni e di rimetterle in gioco, con il corpo, davanti a testimoni. Quando qualcuno vede il proprio pregiudizio agito da un compagno, spesso lo vede per la prima volta. E può cambiarlo.

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A cosa servono gli esercizi

Ogni gioco teatrale ha una funzione precisa: costruire fiducia nel gruppo, esplorare relazioni, dare forma a un'emozione, praticare il conflitto in modo protetto, immaginare alternative. Non sono attività ricreative: sono strumenti di conoscenza. Al termine della fase, le persone hanno già toccato — letteralmente — i temi che accompagneranno tutte le fasi successive del progetto.

— Adulti

Laboratorio con adulti

Cittadine e cittadini in laboratorio: statue viventi, gesti collettivi, appoggi reciproci. Il corpo diventa territorio comune.

Esercizio di composizione a partire da immagini interiori. Il corpo restituisce ciò che le parole a volte trattengono.
Esercizio di composizione a partire da immagini interiori. Il corpo restituisce ciò che le parole a volte trattengono.
Fiducia nel gruppo: sostenersi a vicenda è la prima grammatica del teatro dell'oppresso.
Fiducia nel gruppo: sostenersi a vicenda è la prima grammatica del teatro dell'oppresso.
Costruzione di una scena a tre: forze in equilibrio e riscoperta del contatto.
Costruzione di una scena a tre: forze in equilibrio e riscoperta del contatto.

Il metodo si adatta a ogni fascia d'età.

— Alunni

Laboratorio con alunni

Nelle scuole primarie, il gioco teatrale è la porta d'ingresso naturale: energia, immaginazione, presenza scenica sono già lì, pronte per essere ascoltate.

Improvvisazioni in cerchio: nei bambini l'immaginazione è pronta a diventare gesto immediato.
Improvvisazioni in cerchio: nei bambini l'immaginazione è pronta a diventare gesto immediato.
Un gruppo in movimento sul pavimento: il corpo esplora lo spazio e apre nuove relazioni tra i compagni.
Un gruppo in movimento sul pavimento: il corpo esplora lo spazio e apre nuove relazioni tra i compagni.

Chiunque possiede un corpo, chiunque può fare teatro. Chiunque può cambiare il mondo.

— Augusto Boal

Arte & Partecipazione

Collettivo artistico e culturale · Pratiche di arte partecipativa, teatro dell'oppresso, muralismo comunitario e co-design dei territori.

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