Progetto · I nostri progetti

Giochi di pavimento — Ticnamar

Murales a pavimento: arte, gioco e cultura condivisa.

Un'esperienza di arte partecipata nella scuola andina di Ticnamar, dove i giochi tradizionali dei bambini si trasformano in spazi creativi ispirati alla cultura aimara. Non più murales sulle pareti, ma sul pavimento — arte da abitare, da usare, da attraversare a piedi nudi.

Luogo

Escuela E-43 «El Márquez» · Ticnamar, Cile

Anno

2019

01 · L'invito

Una scuola nella precordigliera

Il Dipartimento di Cultura ed Educazione del comune di Arica ci ha invitato a proseguire la collaborazione, proponendoci una nuova sfida: lavorare in una scuola della precordigliera, nella provincia di Arica, all'interno di una piccola comunità andina aimara, dove la scuola conta appena venticinque studenti. Un contesto minuscolo, ma pieno di senso: una comunità che continua a tramandare la propria cultura di generazione in generazione.

02 · L'intuizione

Non sui muri, ma sul pavimento

Questa volta abbiamo deciso di sperimentare qualcosa di diverso. Non volevamo intervenire sui muri verticali, ma sull'orizzontalità del pavimento, immaginando un progetto capace di trasformare lo spazio in modo nuovo, creativo e partecipato. Nella scuola abbiamo individuato l'area ideale: il campo da basket era appena stato rifatto e non poteva essere toccato, ma attorno ad esso si apriva uno spazio libero destinato agli spettatori — una superficie che poteva accogliere il nostro intervento.

03 · L'ascolto

Quali giochi fate ancora sul pavimento?

Abbiamo iniziato ascoltando i ragazzi, chiedendo loro quali giochi facessero ancora sul pavimento. Dai loro racconti sono emersi giochi tradizionali come il luche, la campana e il gioco del gatto: segni vivi di una memoria collettiva che continua a passare di generazione in generazione. Da lì è nata l'idea: trasformare quei giochi in una proposta grafica nuova, reinterpretandoli attraverso i colori, le forme e i simboli della cultura andina aimara, profondamente radicata nel territorio.

04 · Il gesto

Quattro aree di gioco, un'unica lingua visiva

Sono così nati quattro murales a pavimento: quattro aree di gioco che non avevano soltanto una funzione estetica, ma anche educativa, ludica e sportiva. Lo spazio si è trasformato in un luogo vivo, accogliente, dove l'arte non era soltanto da guardare, ma da abitare e da usare. Gli studenti, coinvolti fin dall'inizio nella realizzazione, hanno compreso subito il senso del progetto e vi hanno riconosciuto non solo una bellezza nuova, ma la possibilità di giocare, muoversi, reinventare.

05 · La restituzione

Toglievano le scarpe per giocare

Appena concluso il lavoro, i bambini si sono lanciati con entusiasmo in questi nuovi spazi, usandoli forse ancora più del campo da basket. Un dettaglio ci ha particolarmente colpiti: per giocare sui murales appena dipinti, si toglievano le scarpe, con una delicatezza che raccontava affetto, rispetto e appartenenza. È stato in quel gesto minuscolo che abbiamo capito il senso del progetto — l'opera non stava sotto i loro piedi, era diventata parte di loro.

06 · L'eredità

Una nuova modalità è nata

In questo progetto abbiamo visto anche un aspetto profondamente bello del gioco: la sua natura democratica, la possibilità di modificare le regole insieme, di reinventarle quando c'è accordo tra tutti. È stato emozionante dare nuova forma a giochi antichi, traducendoli in una visione grafica contemporanea, senza perdere la loro essenza. Da questa esperienza è nata la possibilità di riproporre una nuova modalità di intervento: non più murales sulle pareti, ma murales a pavimento. Un successo totale, capace di unire arte, cultura, educazione e partecipazione in un unico gesto condiviso.

25

studenti nella comunità

4

murales a pavimento

3

giochi tradizionali reinventati

Dal cortile spoglio ai giochi a pavimento: il prima e il dopo

1 / 9

Prima dell'intervento: il cortile della scuola «El Márquez» di Ticnamar.

“

Per giocare sui murales appena dipinti si toglievano le scarpe. In quel gesto minuscolo abbiamo capito che l'opera era diventata parte di loro.

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Collettivo artistico e culturale · Pratiche di arte partecipativa, teatro dell'oppresso, muralismo comunitario e co-design dei territori.

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