Un ponte intergenerazionale tra le nonne e i bambini di Putre.
Un piccolo villaggio aymara sospeso sull'altipiano del nord del Cile, dove il vento sembra portare voci antiche tra le case di terra e le strade di polvere. È qui che è nato SOXTA — Cuentos orales para seis murales putreños: un gesto d'amore verso una cultura ancestrale e verso il potere della trasmissione orale.
Luogo
Putre · Cile
Anno
2003 – 2004
01 · Il luogo
Eravamo già arrivati al 2000. Putre ci aveva accolti da tempo: un piccolo villaggio aymara sospeso sull'altipiano del nord del Cile, dove il vento sembra portare voci antiche tra le case di terra e le strade di polvere. In questo luogo remoto vivevamo e lavoravamo insieme alla comunità, soprattutto con le donne anziane: le nonne, custodi di racconti che non esistono nei libri, ma nelle memorie, nelle cucine, nei cortili, nelle sere fredde.
02 · Il progetto
Dopo anni di incontri, progetti e fiducia costruita passo dopo passo, è nato «Soxta – Cuentos Orales para seis murales putreños»: un progetto che è prima di tutto un gesto d'amore verso una cultura ancestrale e verso il potere della trasmissione orale. Il cuore era semplice e rivoluzionario insieme: chiedere alle nonne di fare ciò che avevano sempre fatto, ma questa volta davanti ai bambini del villaggio. Raccontare le storie che avevano ricevuto dalle loro madri, e prima ancora dalle loro nonne, e donarle alle nuove generazioni, in un cerchio vivo di memoria condivisa.
03 · Il ponte
Così è nato un ponte intergenerazionale: da una parte le donne anziane, dall'altra i bambini di Putre, e in mezzo il filo invisibile ma fortissimo dei racconti, delle leggende, delle visioni del mondo aymara. Abbiamo organizzato incontri dove le nonne, sedute davanti a un gruppo di bambini attenti, davano voce alle storie, alle leggende, alle figure della cosmovisione aymara, alle relazioni tra gli esseri umani, la natura, gli animali. Poi abbiamo chiesto ai bambini di ricordare, scegliere, fare propria quella memoria: otto racconti sono emersi con forza, diventando il nucleo poetico del progetto.
04 · Il metodo
Quei racconti sono stati teatralizzati dai bambini, trasformati in gesti, corpi, scene — un'altra forma di narrazione che ha aperto la strada a un secondo passaggio: quello dell'immagine. Su grandi teli, attraverso varie sessioni di pittura collettiva, i bambini hanno ridisegnato, reinterpretato, reimaginato gli otto racconti, creando per ciascuno un'immagine: la loro traduzione visiva della memoria ascoltata dalle nonne. Da questa costellazione di disegni e pitture abbiamo scelto, insieme alla comunità, sei immagini: sei visioni che sarebbero diventate altrettanti murales sulle pareti del villaggio.
05 · Il cantiere
I muri li avevamo già cercati e trovati: sei superfici esterne, lungo le strade di Putre, destinate a diventare luoghi di narrazione pubblica. Abbiamo aperto il cantiere alla comunità: nonne, bambini, curiosi, passanti. Chiunque volesse partecipare era benvenuto. È così che, strato dopo strato di colore, sono nati sei murales collettivi, ognuno con una storia dietro, ognuno con una leggenda aymara che si affacciava sulla strada.
06 · L'eredità
Con il tempo, la comunità ha iniziato a riconoscere in quei murales qualcosa di più di semplici immagini: erano frammenti di cosmovisione, mappe di relazioni con la natura, gli animali, il territorio, testimonianze di un sapere che rischia di scomparire se non viene raccontato. I murales sono rimasti lì, intatti, presenti, per anni: parte del paesaggio emotivo e culturale di Putre.
07 · L'imprevisto
Poi è successo qualcosa che non avevamo previsto ma che ha cambiato lo sguardo sul progetto: le agenzie di viaggio hanno iniziato a costruire tour nel villaggio a partire dai murales. Le guide portavano i turisti davanti a ciascun muro, raccontando le storie e le leggende che vi erano inscritte, trasformando il percorso urbano in un viaggio dentro la cultura aymara. I murales hanno mostrato una funzione diversa da quella puramente decorativa: sono diventati testi, dispositivi di trasmissione culturale, strumenti di narrazione ancestrale nello spazio pubblico. Da questa esperienza sono nati altri progetti, altre raccolte di leggende, altri murales, altri incontri con la comunità di Putre — il segno che quando una storia trova una forma condivisa non si ferma, continua a generare nuove storie.
generazioni in dialogo
racconti raccolti
murales sulle strade di Putre
Dalle bozze ai sei murales sulle strade di Putre
«Los músicos y las pastoras»: la facciata panoramica del murale — musicisti e pastore aymara entrano nel paesaggio del villaggio.
Quando una storia trova una forma condivisa — una voce, un corpo, un colore — non si ferma. Continua a generare nuove storie.