Quando l'edificio scolastico diventa centro culturale della comunità.
Il terzo capitolo del percorso di arte partecipata a Pieve Emanuele, dopo Eduardo De Filippo e Martin Luther King. Un progetto che ha trasformato una scuola primaria — normalmente chiusa d'estate — in un pulsante centro culturale aperto a tutta la cittadinanza, coronato da una grande festa nella piazza centrale del paese.
Luogo
Pieve Emanuele (MI), Italia
Anno
2003
01 · Il percorso
Dopo i successi ottenuti nelle scuole elementari Eduardo De Filippo e Martin Luther King, il nostro progetto di arte partecipata è approdato alla terza scuola primaria di Pieve Emanuele: la Luigi Gemelli. L'entusiasmo generato dalle prime due edizioni ci ha spinto a immaginare qualcosa di ancora più ambizioso: trasformare l'edificio scolastico da semplice luogo di apprendimento a vero e proprio centro culturale aperto alla cittadinanza.
02 · Continuità
Come nelle precedenti edizioni, abbiamo mantenuto il formato del laboratorio teatrale coinvolgendo le classi quarte della scuola. Il percorso si è sviluppato in stretta sinergia con il corpo docente, che ha contribuito attivamente alla scelta del tema centrale e all'elaborazione dei concetti da tradurre nei murales. I bambini hanno lavorato su idee e disegni che riflettevano la loro visione del quartiere e della comunità, esprimendo attraverso l'arte i loro desideri e le loro speranze per il futuro di Pieve Emanuele.
03 · Innovazione
L'elemento rivoluzionario di questa edizione è stata l'apertura della scuola durante il periodo estivo — un momento in cui normalmente gli edifici scolastici rimangono chiusi e inaccessibili. Abbiamo voluto sfidare questa consuetudine, trasformando la scuola in uno spazio vivo e pulsante anche nei mesi più caldi. L'intento era invitare la comunità a varcare la soglia dell'istituto non come semplice spettatrice, ma come protagonista attiva di un processo di rigenerazione culturale e sociale.
04 · La risposta
La chiamata alla partecipazione ha ricevuto una risposta straordinaria. Numerosi cittadini, ragazzi e giovani del quartiere si sono proposti non solo come partecipanti, ma come veri e propri organizzatori di attività culturali gratuite: un laboratorio musicale inclusivo aperto a tutte le età, un mini-festival cinematografico nell'aula magna con proiezioni gratuite e dibattiti su tematiche sociali, uno spettacolo-laboratorio di malabarismo curato da un gruppo di ragazze. La scuola ha smesso di essere un edificio silenzioso ed è diventata autentico centro di aggregazione.
05 · I murales
Il cuore visivo del progetto è stato rappresentato dai murales realizzati sulle pareti della scuola. Un processo strutturato in fasi: ideazione dei bambini delle quarte guidati da insegnanti e artisti, progettazione con la trasformazione delle idee in bozzetti realizzabili, realizzazione partecipata con studenti, genitori, nonni e residenti che hanno collaborato alla pittura sotto la guida degli artisti. I murales rappresentano scene di vita quotidiana del quartiere, ma anche sogni e aspirazioni della comunità: il paesaggio urbano rivisitato con colori vivaci, figure di bambini impegnati, simboli di inclusione e diversità, elementi naturali che rappresentano un futuro sostenibile.
06 · La festa
Tutta questa straordinaria energia ha trovato il suo culmine in una grande festa nella piazza centrale di Pieve Emanuele. Elemento innovativo e simbolico è stata la gara culinaria comunitaria: ogni partecipante poteva scegliere 5 ingredienti da una lista di 20 messi gratuitamente a disposizione dal Comune, per creare un piatto originale. Ben 90 persone hanno accettato la sfida, trasformando la piazza in un banchetto multiculturale che raccontava, attraverso i sapori, la ricchezza della comunità. Sul palco si sono alternati l'ensemble musicale del laboratorio, le giovani malabariste, le scene teatrali dei ragazzi. Una mostra fotografica documentava l'intero percorso.
07 · La consapevolezza
Prima del progetto la scuola era vista come uno spazio istituzionale, separato dalla vita quotidiana del quartiere. I cancelli chiusi d'estate simboleggiavano quella separazione. Oggi i murales sono diventati punti di riferimento visivi per il quartiere — «ci vediamo al murale dei bambini che giocano», «ti aspetto vicino all'albero colorato». L'arte ha letteralmente ridisegnato la geografia emotiva del luogo. Questa esperienza ci ha permesso di comprendere una verità preziosa: la partecipazione comunitaria attraverso l'arte può essere non solo incentivata, ma profondamente trasformativa.
volontari attivi
murales completati
partecipanti alla gara culinaria
partecipanti alla festa finale
attività culturali organizzate
scuole coinvolte nel percorso PAC
I murales della Luigi Gemelli e la festa in piazza
La scuola Luigi Gemelli di Pieve Emanuele: da edificio istituzionale a centro pulsante della comunità.
La partecipazione comunitaria, attraverso l'arte, può essere non solo incentivata, ma profondamente trasformativa.