Un murale per accogliere la vita.
Nel 2013, ad Arica, il consultorio comunitario Bertín Soto ci ha accolti con un desiderio semplice e potente: trasformare il suo ingresso in un segno di benvenuto, capace di raccontare la sua identità e la sua funzione più profonda. Da quell'incontro è nato un percorso di arte partecipata che non ha imposto un'immagine dall'alto, ma costruito insieme alla comunità un'opera viva, condivisa, radicata nelle persone e nella loro storia.
Luogo
Consultorio Bertín Soto · Arica, Cile
Anno
2013
01 · L'incontro
Nel 2013, ad Arica, il consultorio comunitario Bertín Soto ci ha accolti con un desiderio: trasformare il suo ingresso in un segno di benvenuto, capace di raccontare la sua identità e la sua funzione più profonda. Da quell'incontro è nato un percorso di arte partecipata che, fin dall'inizio, non ha voluto imporre un'immagine dall'alto, ma costruire insieme alla comunità un'opera viva, condivisa.
02 · L'ascolto
Nel corso del lavoro abbiamo incontrato le donne della comunità aymara che collaboravano con il consultorio attraverso pratiche ancestrali di accompagnamento alla nascita. I loro racconti ci hanno aperto un mondo fatto di gesti antichi, di cura, di ascolto e di conoscenze tramandate nel tempo: massaggi, alimentazione, attenzione al corpo e alla donna, fino alla manta, la coperta tradizionale che accompagna il parto come strumento di sostegno e protezione. In quelle parole abbiamo riconosciuto non solo una pratica sanitaria, ma un vero e proprio sapere di comunità, prezioso e profondamente umano.
03 · Il metodo
Da lì è nato un laboratorio aperto alle operatrici, alle utenti e alle persone che vivevano quotidianamente il consultorio. Attraverso esercizi teatrali ispirati alla metodologia di Augusto Boal, il gruppo ha dato forma a immagini, emozioni e memorie legate alla nascita, alla cura e alla relazione tra medicina tradizionale e saperi ancestrali. Quelle visioni, emerse nella dimensione teatrale, sono poi passate sulla superficie di un grande telo collettivo, dove tutte le partecipanti hanno ridisegnato e rielaborato insieme l'immaginario nato nel laboratorio.
04 · L'immagine
Il murale finale è diventato così un racconto corale: una donna incinta avvolta nella manta tradizionale, le erbe medicinali, il territorio, le donne che accompagnano altre donne, la continuità tra passato e presente, tra cultura aymara e medicina interculturale. Un'immagine colorata e accogliente, capace di restituire — in un solo sguardo — il cuore del consultorio e la forza del lavoro che vi si svolge ogni giorno.
05 · La restituzione
Quando il murale è stato completato, l'ingresso del consultorio è cambiato volto. È diventato più luminoso, più umano, più riconoscibile. Ma soprattutto è diventato un luogo che parla, che accoglie e che racconta. Un segno artistico nato dall'incontro tra persone, memorie e desideri, capace di trasformare uno spazio di passaggio in un luogo di identità condivisa.
un murale di benvenuto
medicina interculturale + aymara
l'ingresso del consultorio
Dal teatro al telo collettivo
Il laboratorio teatrale con le operatrici del consultorio: il corpo racconta la cura, l'accompagnamento, la nascita.
Uno spazio di passaggio è diventato un luogo di identità condivisa.