Un viaggio collettivo dentro i desideri dell'infanzia
Il progetto nasce da un'urgenza profonda: portare l'arte nei contesti educativi, come strumento vivo di trasformazione sociale, di relazione, di crescita condivisa. Per noi, l'arte partecipata non è solo espressione estetica, ma un modo per aprire spazi di ascolto, di immaginazione e di possibilità, soprattutto con le nuove generazioni.
Luogo
Colegio Bicentenario · Arica, Cile
Anno
2014
01 · L'inizio
Nel 2014, insieme alla Scuola Elementare e Media Bicentenario di Arica, abbiamo scelto di partecipare a un concorso nazionale per la realizzazione di un progetto di murales. La proposta ha vinto, dando vita a un'esperienza intensa e collettiva che abbiamo chiamato «I Miei Sogni». Un progetto che, dal primo giorno, ha smesso di essere solo un intervento estetico per diventare un percorso condiviso.
02 · La domanda
Abbiamo scelto questo titolo a partire da una domanda semplice ma fondamentale. Durante gli incontri con le insegnanti della scuola, era emersa una percezione forte e delicata al tempo stesso: molti studenti sembravano aver smarrito la capacità di immaginare il proprio futuro. Da qui è nata l'idea di mettere l'arte al centro, come occasione per riattivare desideri, aspirazioni e visioni di sé.
03 · Il metodo
Il percorso è cominciato con il teatro, che ci ha permesso di entrare in profondità nel tema del sogno. Attraverso il corpo, la parola, il gesto e l'emozione, i ragazzi hanno potuto interrogarsi su ciò che desideravano diventare, su chi immaginavano di essere «da grandi». Il linguaggio teatrale ha aperto uno spazio intimo e creativo, in cui ogni idea ha potuto emergere con libertà e autenticità. Successivamente, quelle visioni si sono trasformate in immagini. I sogni emersi dal laboratorio sono stati tradotti in grandi teli dipinti dai ragazzi stessi: superfici ampie, condivise, attraversate da colori, segni e racconti.
04 · Il cantiere
Dopo aver condiviso le prime elaborazioni con insegnanti, studenti e scuola, abbiamo deciso di intervenire nei corridoi: luoghi di passaggio, ma anche di incontro quotidiano, vissuti ogni giorno da tutta la comunità scolastica. È lì che i murales hanno trovato casa, diventando parte della vita della scuola, visibili a ogni entrata, a ogni uscita, a ogni passaggio. Il cantiere è diventato aperto, partecipato, corale.
05 · Le voci
Studenti e docenti hanno preso parte alla realizzazione di murales coloratissimi che raccontano sogni diversi eppure accomunati dalla stessa forza immaginativa: chi voleva diventare astronauta, chi viaggiare nel mondo, chi fare cinema, chi fondare un gruppo teatrale per portare la musica cilena nel mondo, chi imparare a cucinare e diventare uno chef. Da queste visioni sono nati murales che non decorano soltanto gli spazi, ma li trasformano in racconti viventi.
06 · L'eredità
Ogni giorno, quei muri parlano ai bambini e ai ragazzi, ricordando loro che sognare è già un atto di conoscenza, e che l'arte può aiutarci a guardarci dentro, a riconoscerci, a immaginarci diversi. «I Miei Sogni» è questo: un viaggio collettivo dentro i desideri, una pedagogia della bellezza, un gesto artistico capace di restituire voce, forma e colore ai sogni dell'infanzia. Ancora oggi, quei murales abitano i corridoi della Scuola Bicentenario di Arica come presenze vive, luminose, quotidiane.
I sogni dei bambini, dal telo al muro
Il laboratorio: i bambini dipingono i propri sogni sul grande telo, in cerchio, tutti insieme.
Sognare è già un atto di conoscenza. L'arte ci aiuta a guardarci dentro, a riconoscerci, a immaginarci diversi.